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Anet A8 nel 2026 – una stampante per farsi le ossa

6 min read

La Rinascita dell'Anet A8: Come e Perché Salvare un Pezzo di Storia della Stampa 3D (con pochi Euro)

Benritrovati nei laboratori Klinkon Electronics!
Oggi parliamo di un progetto che farà scendere una lacrima ai maker più nostalgici e, forse, storcere il naso a chi è abituato alle stampanti “plug-and-play” moderne: la rigenerazione di una gloriosa, famigerata e indistruttibile (se non ha preso fuoco nel mentre xD)  Anet A8.

Ma come? In un’epoca in cui le stampanti 3D sfornano Benchy perfette in 15 minuti appena tirate fuori dalla scatola, una lenta, rumorosa e “pericolosa” Anet?
Ha ancora senso mettere le mani su un telaio in acrilico nato quasi un decennio fa?

La risposta ad entrambe è un gigantesco  sì, a patto di sapere ovviamente cosa si fa e che per quanto si possa lavorarci su non si raggiungeranno mai performance di una Prusa o di una Bambulab, ma questo voi lo sapete, giusto?


Tornando seri, oggi vi mostrerò come ho trasformato questo “dinosauro” in una macchina affidabile e precisa, con una manciata di euro spesi su AliExpress.

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Una rapida riflessione però, prima di iniziare

Quello che vi presenterò nella guida di oggi è una base per farsi le ossa e impratichirsi nel mondo del making più spinto, in un epoca in cui la stampante è come un elettrodomestico e pertanto al primo problema è più conveniente sostituirlo.

Prima di passare all’opera quindi, affrontiamo l’elefante nella stanza e ragioniamo… perché non buttare tutto e prendere una macchina moderna?

La Migliore Scuola Possibile

Le stampanti moderne sono scatole chiuse. Funzionano benissimo, ma se si rompono, spesso non sai dove mettere le mani. L’Anet A8 ti costringe a capire la cinematica, la dinamica e l’elettronica dietro la stampa FDM. È un corso di meccatronica accelerato travestito da hobby.

Lotta all’E-Waste

Buttare motori stepper perfettamente funzionanti, barre lisce in acciaio e un alimentatore solo perché la scheda madre è datata o un sensore è in errore è un crimine contro l’ambiente (e contro il portafoglio).

Soddisfazione Pura (e un backup in caso di problemi)

Stampare un pezzo perfetto con una macchina da 1000€ è normale. Stamparlo con una Anet A8 resuscitata con 30€ di pezzi cinesi è un trionfo ingegneristico che vi farà sorridere per giorni.
Inoltre se la vostra stampante principale si rompe potete ripiegare su questa in attesa di ripararla

Qui entra in gioco il fattore cruciale:  i costi.
Spendere cifroni su questa macchina non ha senso, come neanche comprarla appositamente per averla come stampante di riserva. Ma se ce l’abbiamo in soffitta, a prendere polvere, grazie ad AliExpress possiamo portarci a casa quei componenti necessari alle migliorie con l’equivalente di una pizza e una birra, rivoltando questa macchina come un calzino.

Fase 1: La Sicurezza Prima di Tutto (Addio, incendi!)

L’Anet A8 originale aveva un difetto fatale ben noto: l’assorbimento del piano riscaldato (Heated Bed) fondeva i connettori o bruciava la scheda madre. Abbiamo risolto il problema alla radice con due interventi da pochi spiccioli:

1. Eliminazione del connettore Molex

Il connettore bianco originale sul piano riscaldato non è dimensionato per i 10+ Ampere che deve gestire. Prima o poi, si carbonizza.

  • La soluzione: Ho dissaldato il Molex originale e ho saldato  direttamente sulle piazzole del piano dei generosi cavi in silicone (AWG 14), che resistono alle alte temperature e mantengono un’eccellente flessibilità.

  • 2. Installazione del MOSFET Esterno

    La scheda madre originale (la Anet V1.0, ma anche la più recente V1.5) fatica a gestire il carico termico del piano.

    La soluzione:
    Un modulo MOSFET esterno preso su AliExpress per circa 3€. Questo piccolo miracolo devia la corrente dell’alimentatore direttamente al piano riscaldato, usando la scheda madre solo per il “segnale” a bassa potenza. La scheda ringrazia e rimane fredda.

Piano riscaldato dell'Anet A8 con i cavi in silicone e senza il connettore Molex
Mosfet

Queste due modifiche sono molto economiche, e i componenti si possono recuperare da qui:

Mosfet: Aliexpress (3€)

Cavi in silicone: Aliexpress (5€)

Per fissare il mosfet suggeriamo di stampare questo adattatore: https://www.printables.com/model/859251-anet-a8-single-holder-for-3d-freunde-mosfet-v2

Ovviamente terminate i cavi sempre con gli opportuni capicorda per garantire una connessione ottimale

Fase 2: Marlin Firmware, sicurezza termica

Aggiornamento a Marlin Firmware

Lasciare il firmware stock dell’Anet A8 è come guidare un’auto senza freni. Oltre al fatto che al tempo non esisteva nemmeno Marlin, mancavano routine di sicurezza molto importanti, tra le quali perfino la Thermal Runaway Protection (se un termistore si stacca, la macchina continua a scaldare all’infinito, vi lascio indovinare cosa poteva succedere su telaio in acrilico altamente infiammabile).

Ho così flashato il Bootloader alla scheda madre (per il quale vi rimando al mio articolo dedicato sul blog) e successivamente ho compilato e installato l’ultima versione stabile di Marlin Firmware (c’è la config già pronta sul loro repo). Oltre a mettere in sicurezza la stampante, Marlin ci ha regalato algoritmi di movimento moderni, come S_Curve, il Linear Advance e un controllo millimetrico sui PID.

Modifiche Bonus, consigliate ma non obbligatorie

Il Sistema di Raffreddamento della Scheda

Con l’elettronica che ora lavora al sicuro grazie al MOSFET, e tutte le protezioni termiche del caso, ho voluto risolvere un altra criticità, che a lungo termine porta la stampante a lavorare male, ovvero proteggere i driver dei motori stepper.

Ho stampato un supporto per una  ventola da 80mm (presa da aliexpress ma si può recuperare direttamente da un PC dismesso) puntata direttamente sulla mainboard.

L’aria mossa garantisce che i driver non saltino mai dei passi, nemmeno durante le stampe estive più lunghe.

Link utili:

Ventola 12V 80mm: Aliexpress (5€)

Supporto Ventola: https://cults3d.com/en/3d-model/tool/anet-a8-open-frame-motherboard-fan-mount

Già con queste modifiche la vostra Anet A8 è pronta per tornare a macinare ore di lavoro senza sosta

Mainboard con ventola di raffreddamento

Potete realizzare la stessa cosa per l’alimentatore, installando anche li una ventola da 12V che punta verso l’interno della PSU, riducendo così il calore prodotto, trovate una marea di progetti già fatti su Thingiverse altrimenti potete semplicemente fissarla con due fascette

Estrusore V6 e spingifilo dual-drive

L’ultima modifica che suggeriamo solo ai più smanettoni è quella di convertire il pesante MK8 Direct Drive in un più performante  estrusore V6, con gola in metallo, e  spingifilo dual drive  in configurazione bowden.
Questa soluzione vi permetterà di ridurre il  ringing  sulle vostre stampe dato dal peso eccessivo del vostro carrello, e di stampare materiali come  PETGASA  o  PA  senza problemi, a patto di sapersi giostrare con le calibrazioni specie per quanto riguarda la retrazione. Il tutto purtroppo a discapito del  TPU  (per colpa del bowden) e del  PLA  (la gola in metallo non le è tanto amica, tende a cloggare).

Vi lasciamo qui i link di dove potete recuperare le varie parti, anche i supporti stampati:

Hotend TriangleLabs V6 All Metal: Aliexpress (15€)

Spingifilo Dual Drive: Aliexpress (7€)

Supporto V6: Printables

Supporto Motore Spingifilo: Printables

Fan Duct: Thingiverse

La vostra  Anet  ora è pronta a regalarvi nuove ore di stampa, senza portarsi dietro tutti quei difetti che la caratterizzavano nel 2018. 
Ovviamente non è finita qui, potete sbizzarrirvi su un sacco di progetti che la coinvolgono, come un telaio in profilati (AM8) o in acciaio (Tatara), o convertirla in una piccola CNC laser o plotter con una penna, l’unico limite è la vostra fantasia (e il vostro portafoglio)

Ringraziamo il nostro collega Mattia Pioggia per aver donato alla scienza la sua Anet, che tutt’ora sta funzionando nel suo laboratorio, e vi invitiamo a unirvi al nostro canale  Telegram 

Arrivederci al prossimo articolo!

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